Come funziona in pratica questo protocollo di ricerca? E’ molto semplice; trattandosi di una ricerca autofinanziata, una volta presa la decisione di contribuire al progetto, ogni partecipante deve richiedere un Kit per il sequenziamento genetico batterico a BMR Genomics, un laboratorio che è una spin-off dell’Università di Padova. Una volta ricevuto il Kit è necessario registrare il numero seriale che è presente sulla confezione sul sito del laboratorio per associarlo al proprio nome, compilare un questionario online sulle sue abitudini di vita e infine reinviare il campione al laboratorio (vedremo nelle prossime pagine i dettagli di queste operazioni).

Dopo che il laboratorio ha analizzato il campione, il partecipante riceve i risultati. Da quel momento in poi l’unico legame esistente tra il partecipante e il numero seriale (barcode) del campione verrà immagazzinato in un database inviolabile che utilizza standard di sicurezza superiori a quelli utilizzati dal Servizio Sanitario Nazionale.

In altre parole, il nome del partecipante “scompare dai radar” e tutto quello che rimane visibile alle persone che visualizzeranno i dati del progetto sono semplici valori numerici espressi in maniera grafica. Ciascun partecipante invece mantiene le credenziali (username e password) che gli permettono in qualsiasi momento di accedere ai risultati del suo esame sul sito BMR Genomics.

Una volta raccolto un numero sufficiente di dati, questi vengono analizzati utilizzando metodi biostatistici e costruendo modelli tipo PCoA che servono a visualizzare i dati in maniera da renderli più facilmente interpretabili.

I risultati ottenuti incrociando tutti i sequenziamenti con le risposte date ai questionari, vengono poi pubblicati sul sito in modo che tutti i partecipanti possano vederli e capire come utilizzare le conoscenze acquisite per migliorare la propria salute.